Riforma degli ordinamenti professionali: quali possibili ricadute sulle Discipline Bio Naturali?

 

UNO DBN avvia una riflessione sul DDL C. 3068 e sulle possibili conseguenze per le professioni non organizzate in ordini o collegi

È attualmente all’esame della Commissione Giustizia della Camera dei Deputati il DDL C. 3068, approvato dal Senato, recante “Delega al Governo per la riforma della disciplina degli ordinamenti professionali”.

L’iter parlamentare è tuttora in corso e, il 30 settembre 2026, sono state avviate le audizioni informali di diverse organizzazioni rappresentative del mondo professionale, tra cui CoLAP, Confprofessioni, Confassociazioni, alla quale aderisce anche UNO DBN, e Assoprofessioni.

La fase attuale rende particolarmente importante prestare attenzione alle possibili ricadute che una riforma generale degli ordinamenti professionali potrebbe avere anche sul sistema delle professioni non organizzate in ordini o collegi, disciplinate dalla Legge 14 gennaio 2013, n. 4.

Perché la riforma interessa anche le Discipline Bio Naturali

Le Discipline Bio Naturali rappresentano un ambito professionale che, nel quadro nazionale, si colloca nell’area delle professioni non organizzate in ordini o collegi.

La Legge n. 4/2013 ha infatti definito un quadro normativo per l’esercizio delle attività professionali non riservate dalla legge a professioni organizzate in ordini o collegi, prevedendo strumenti finalizzati, tra l’altro, alla trasparenza, alla qualificazione professionale e alla tutela dell’utenza.

All’interno di questo quadro si colloca anche il settore delle Discipline Bio Naturali, che presenta tuttavia una caratteristica particolarmente significativa: in Lombardia esiste una specifica normativa regionale dedicata alle DBN.

Il sistema lombardo delle Discipline Bio Naturali

La Legge regionale Lombardia 1 febbraio 2005, n. 2 ha introdotto un sistema organico dedicato alle Discipline Bio Naturali.

La normativa regionale ha previsto:

  • il Registro regionale degli operatori in Discipline Bio Naturali;

  • il Registro regionale degli enti di formazione;

  • il Comitato Tecnico Scientifico;

  • specifici criteri relativi alla formazione e alla qualificazione degli operatori.

La legge regionale definisce inoltre le attività degli operatori DBN come pratiche finalizzate al mantenimento e al recupero dello stato di benessere della persona, precisando che tali attività non hanno carattere di prestazioni sanitarie.

Si tratta di un modello che, nel corso degli anni, ha contribuito a costruire in Lombardia un sistema di riferimento per operatori, enti di formazione e utenti.

Un possibile punto di attenzione

Proprio l’esistenza di differenti livelli normativi rende opportuno interrogarsi sulle possibili conseguenze di una futura riforma generale degli ordinamenti professionali.

Il punto non è stabilire preventivamente se il DDL C. 3068 produrrà effetti sulle Discipline Bio Naturali.

L'iter legislativo è ancora in corso e sarà necessario attendere l'evoluzione del provvedimento e, successivamente, degli eventuali decreti attuativi.

È tuttavia importante analizzare preventivamente le possibili interazioni tra il nuovo quadro nazionale e quello già esistente per le professioni non organizzate in ordini o collegi.

Quali aspetti meritano attenzione

Per il settore delle Discipline Bio Naturali appare particolarmente importante approfondire alcuni aspetti.

1. L'ambito delle attività professionali

Occorrerà verificare se eventuali nuove disposizioni relative alle professioni regolamentate possano incidere, direttamente o indirettamente, sulle attività oggi esercitate dagli operatori DBN.

2. Il rapporto tra professioni regolamentate e professioni non organizzate

Un elemento centrale riguarda la necessità di mantenere una distinzione chiara tra:

  • professioni organizzate in ordini o collegi;

  • professioni disciplinate dalla Legge n. 4/2013.

Una riforma degli ordinamenti professionali dovrà necessariamente essere letta anche alla luce del quadro normativo già esistente per le professioni non organizzate.

3. La qualificazione professionale

La qualificazione degli operatori costituisce uno degli elementi fondamentali per la crescita del settore.

Per le Discipline Bio Naturali assume quindi particolare importanza la chiarezza dei requisiti relativi alla formazione, all'aggiornamento e alla qualificazione professionale.

4. La formazione

La formazione rappresenta uno degli strumenti attraverso i quali garantire preparazione, competenza e consapevolezza dei limiti professionali degli operatori.

Eventuali modifiche normative dovranno quindi essere valutate anche sotto il profilo della formazione degli operatori e dei soggetti che erogano percorsi formativi.

5. I sistemi regionali

Un ulteriore elemento da considerare riguarda il rapporto tra eventuali nuove disposizioni nazionali e i sistemi regionali già esistenti.

Nel caso della Lombardia, il sistema introdotto dalla L.R. 2/2005 costituisce una realtà normativa consolidata che merita di essere considerata nell'ambito di qualsiasi riflessione sull'evoluzione del settore.

Qualificazione, formazione e tutela dell'utenza

UNO DBN ritiene che il futuro delle Discipline Bio Naturali debba essere affrontato partendo da alcuni principi fondamentali:

qualificazione professionale, qualità della formazione, chiarezza delle competenze e tutela dell'utenza.

Un quadro normativo efficace dovrebbe consentire agli operatori di conoscere con chiarezza il proprio ambito professionale e agli utenti di poter distinguere tra differenti professioni, qualifiche e competenze.

In questa prospettiva, è importante evitare sia sovrapposizioni sia equivoci terminologici che possano creare confusione tra attività professionali differenti.

Un confronto necessario

L'attuale fase dell'iter parlamentare rappresenta quindi un momento nel quale è opportuno seguire con attenzione l'evoluzione normativa e favorire un confronto qualificato tra le realtà rappresentative del settore.

UNO DBN intende contribuire a questo confronto attraverso un'attività di analisi e approfondimento, con l'obiettivo di portare all'attenzione delle istituzioni le specificità delle Discipline Bio Naturali e delle professioni che operano nell'ambito della Legge n. 4/2013.

Non si tratta di assumere una posizione pregiudiziale nei confronti della riforma.

Al contrario, l'obiettivo è favorire una lettura tecnica, documentata e costruttiva del provvedimento, affinché l'evoluzione della disciplina degli ordinamenti professionali tenga conto anche della realtà delle professioni non organizzate in ordini o collegi.

UNO DBN continuerà a seguire l'iter della riforma

L'iter del DDL C. 3068 è ancora in corso.

Per questo motivo sarà importante monitorare l'evoluzione del testo, gli esiti delle audizioni, gli eventuali emendamenti e, successivamente, i provvedimenti attuativi che potrebbero incidere sul quadro complessivo delle professioni.

UNO DBN continuerà a seguire l'evoluzione normativa e a promuovere momenti di approfondimento sul rapporto tra la normativa nazionale, la Legge n. 4/2013 e il sistema delle Discipline Bio Naturali.

L'obiettivo è contribuire alla costruzione di un quadro professionale sempre più chiaro, qualificato e trasparente, nell'interesse degli operatori, degli enti di formazione e soprattutto degli utenti.

Questa versione è volutamente istituzionale e prudente: non attribuisce al DDL conseguenze che oggi non sono ancora certe e presenta UNO DBN come soggetto che segue e approfondisce l'evoluzione normativa.